Bilberry

Vaccinium myrtillus

Il mirtillo nero cresce nel sottobosco di faggete e boschi di conifere (peccete, abetine, pinete di pino silvestre, mughete) su suolo acido, di norma tra gli 800 e i 2000 metri. È pianta di montagna, non di pianura: in Italia lo si trova sulle Alpi e, alle quote più alte, sull'Appennino settentrionale e centrale, mentre verso sud diventa raro. Preferisce l'ombra leggera e il terreno fresco, e sale fin sopra il limite del bosco nelle brughiere subalpine.

Bilberry — illustrazione botanica
Bilberrybacche lungo tutto il rametto — l'uva di volpe ne porta una
Da non confondere. Nello stesso sottobosco crescono almeno tre piante dalle bacche nere o scure che vanno riconosciute prima di tendere la mano. L'erba paris (Paris quadrifolia) porta un'UNICA bacca nero-bluastra sopra un solo verticillo di quattro foglie, su uno stelo semplice e non ramificato: è velenosa. La belladonna (Atropa belladonna) è la più pericolosa delle tre, e in Italia è tutt'altro che rara nelle faggete e nei margini boschivi su suolo calcareo, fin oltre i 1500 metri: pianta robusta e ramificata, alta anche più di un metro, con bacche nere lucide grandi come una ciliegia portate su un calice verde a stella; bastano poche bacche per essere pericolose per un bambino. L'erba di San Cristoforo (Actaea spicata) forma invece un piccolo grappolo di bacche nere lucide su un unico gambo eretto, ed è anch'essa tossica. Il mirtillo, al contrario, è un arbusto basso e legnoso, ramificato fin dalla base, con foglioline piccole lungo ogni ramo e moltissime bacche blu-nerastre opache coperte da una leggera pruina, mai riunite in un solo grappolo su uno stelo erbaceo. Va guardata la pianta intera — portamento, altezza, se è legnosa o erbacea, una bacca sola o cento — e mai la bacca isolata dal ramo; a sbagliare sono soprattutto i bambini, perché vedono il colore da lontano e non la pianta.

La raccolta segue la quota: nelle faggete e pinete più basse il mirtillo matura già a luglio, mentre nelle brughiere subalpine si arriva a fine agosto o a settembre. Va raccolto a mano, bacca per bacca: i pettini metallici strappano rametti e gemme e compromettono la fruttificazione dell'anno successivo. La bacca matura è blu-nerastra, morbida al tatto e coperta di pruina, e macchia le dita — è normale.

Dove si sta raccogliendo adesso

il posto migliore della regione — non la sua media. Le regioni sono ordinate per il numero di oggi.

La frazione accanto alla fase dice su quanti punti di misura, su quanti totali, è stata calcolata la regione. «1/22» significa che lo storico meteo è bastato per un posto su ventidue: il numero descrive quel posto, non l'intera regione.

Oggi non ci sono numeri per questa bacca in nessuna regione. Significa «non calcolata», non «niente bacche»: la maturazione si misura come calore accumulato dal primo gennaio, e un archivio corto lo sottostima.

Mappa

Il campo è costruito su una rete di punti di misura, come un meteorologo disegna la mappa delle piogge da una rete di stazioni: nel punto il valore è calcolato, tra i punti è interpolato. Una cella misura circa 250 km², che è la risoluzione a cui abbiamo il meteo, e più fine non la disegniamo: sarebbe precisione inventata. Nel colore entra solo il «quanto», non la fase: «poca, matura» e «tanta, ancora verde» sulla mappa si somigliano — la fase si legge sulla scheda. Le celle vuote sono dove lo storico di stagione non bastava per il calcolo, non dove la bacca manca.

Tutte le bacche, confrontate per oggi

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