Il progetto FungRadar

Rispondiamo a quando andare, non a dove hanno trovato gli altri. Qui sotto come funziona e — cosa più utile — che cosa deliberatamente non promettiamo.

La domanda che abbiamo scelto

Quasi tutte le app per la raccolta sono guide al riconoscimento. Rispondono a «che cos'è questo» partendo da una foto, e servono quando sei già in piedi davanti al fungo.

Noi abbiamo scelto un'altra domanda, quella che viene prima e che costa di più sbagliare: vale la pena andarci questo fine settimana? A quella rispondono meteo, stagione e territorio — non le fotografie — e si può rispondere con giorni di anticipo, quando c'è ancora tempo per cambiare programma.

Che cos'è l'indice

Un numero per specie, per zona, per giorno, ricalcolato ogni sei ore. Mette insieme un mese di storia meteo con il ritardo di fruttificazione di ogni specie, la percentuale di bosco e di conifere del terreno, quota e pendenza, e la fase della buttata in corso.

Due cose sono insolite, ed entrambe volute. È calcolato per specie e non come un unico «indice funghi»: porcino e gallinaccio non chiedono lo stesso meteo né gli stessi alberi, e un numero solo per entrambi non risponde a nessuno dei due. E porta accanto un'affidabilità, che scende dove abbiamo meno su cui basarci, invece di presentare ogni cifra con la stessa falsa sicurezza.

Cosa non facciamo

Non pubblichiamo la mappa dei posti altrui. È una decisione di prodotto, non una funzione mancante: le coordinate precise di un posto sono l'unica cosa che un fungaiolo non perdona, e il modo in cui manteniamo la promessa è non tenerle affatto.

Non diciamo mai, in nessuna circostanza, che qualcosa si può mangiare. Specie mortali somigliano a specie commestibili quanto basta perché una foto non le separi sempre, e un servizio che su questo punto tergiversa è peggio di uno che tace.

Da dove vengono i numeri

Da dati aperti, tutti citati e con licenza: meteo da Open-Meteo su una nostra istanza, copertura del suolo da ESA WorldCover a 10 metri, rilievo da AWS Terrain Tiles, segnalazioni da GBIF per le verifiche. Ogni fonte, la sua licenza e quanto ne abbiamo davvero raccolto sono elencati nella pagina dei dati — compresi i livelli che non abbiamo ancora raccolto, segnati come tali invece che lasciati in bianco.

Quanto la previsione è onesta sui propri limiti

Verifichiamo il modello su segnalazioni di campo indipendenti e pubblichiamo il risultato, compresa la parte che non ci fa bella figura: il modello legge bene il mese e molto meno bene la settimana dentro di esso, e resta sotto la soglia che ci eravamo dati prima di fare la prova. Quella pagina esiste perché una previsione che non dice mai dov'è debole non è una previsione, è pubblicità.

Come verifichiamo la previsione →