Bog bilberry

Vaccinium uliginosum

In Italia il mirtillo falso è pianta esclusivamente alpina: cresce nelle brughiere a rododendro e nei pascoli acidi sopra il limite del bosco, di norma tra i 1800 e i 2600 metri, spesso insieme al mirtillo nero e al pino mugo prostrato. Non è una pianta di palude o di pianura come altrove in Europa: qui la quota sostituisce del tutto l'ambiente umido nordico. È arbusto più alto e più eretto del mirtillo nero, fino a mezzo metro, e cresce in stazioni più aperte e ventose.

Bog bilberry — illustrazione botanica
Bog bilberrytaglia: polpa verdolina, non viola
Da non confondere. Alla stessa quota, tra i cespugli di rododendro, crescono le stesse due piante pericolose del mirtillo nero: l'erba paris (Paris quadrifolia), con la sua unica bacca nera sopra quattro foglie a crocera, e la belladonna (Atropa belladonna), che qui si incontra soprattutto più in basso, ai margini dei pascoli e delle radure montane, con bacche nere lucide grandi come una ciliegia in un calice verde a stella: è la più pericolosa delle due, e bastano poche bacche per un bambino. La regola è la stessa: molte bacche piccole su un arbusto legnoso e ramificato, contro una o poche bacche su un fusto erbaceo isolato. Dal mirtillo nero vero e proprio il mirtillo falso si distingue per la bacca, più allungata, più chiara e con polpa verdognola, mentre quella del mirtillo nero è scura fino al centro e macchia le dita; il mirtillo falso non le macchia. Il rododendro stesso (Rhododendron ferrugineum), che spesso cresce mescolato a questi arbusti, è pianta tossica: nessuna sua parte va portata alla bocca insieme alle bacche raccolte.

La stagione è breve e legata alla quota: matura tra fine luglio e settembre, spesso pochi giorni dopo il mirtillo nero sullo stesso versante. Va raccolto a mano; l'arbusto cresce lentamente in un ambiente già difficile, e si danneggia con il calpestio del tappeto di brughiera più che con la raccolta dei frutti stessi. La bacca è oblunga, più chiara del mirtillo nero, con polpa verdognola invece che scura, e non macchia le dita.

Dove si sta raccogliendo adesso

il posto migliore della regione — non la sua media. Le regioni sono ordinate per il numero di oggi.

La frazione accanto alla fase dice su quanti punti di misura, su quanti totali, è stata calcolata la regione. «1/22» significa che lo storico meteo è bastato per un posto su ventidue: il numero descrive quel posto, non l'intera regione.

Oggi non ci sono numeri per questa bacca in nessuna regione. Significa «non calcolata», non «niente bacche»: la maturazione si misura come calore accumulato dal primo gennaio, e un archivio corto lo sottostima.

Mappa

Il campo è costruito su una rete di punti di misura, come un meteorologo disegna la mappa delle piogge da una rete di stazioni: nel punto il valore è calcolato, tra i punti è interpolato. Una cella misura circa 250 km², che è la risoluzione a cui abbiamo il meteo, e più fine non la disegniamo: sarebbe precisione inventata. Nel colore entra solo il «quanto», non la fase: «poca, matura» e «tanta, ancora verde» sulla mappa si somigliano — la fase si legge sulla scheda. Le celle vuote sono dove lo storico di stagione non bastava per il calcolo, non dove la bacca manca.

Tutte le bacche, confrontate per oggi

Il tuo commento

Niente registrazione. Una domanda, una correzione, un'osservazione — tutto utile.

Non chiediamo e non conserviamo le coordinate dei posti. Vengono pubblicati il nome, la valutazione e il testo — nient'altro.