Wild strawberry

Fragaria vesca

La fragolina di bosco cresce lungo i margini dei boschi, nei tagli, nelle radure, nei prati aridi e ai bordi delle strade forestali, dal piano fino alla fascia montana, in tutta Italia. Ha bisogno di luce diretta: sotto una chioma chiusa la pianta produce solo foglie e stoloni, e un sottobosco pieno di foglie di fragola può dare pochissimi frutti.

Wild strawberry — illustrazione botanica
Wild strawberryfiore bianco a centro giallo, frutto piccolo e profumato
Da non confondere. Non ci sono bacche velenose che si confondano davvero con la fragolina: la potentilla sterile (Potentilla sterilis) le somiglia da vicino finché non fiorisce e non fruttifica, ed è del tutto innocua. Il pericolo vero, alla stessa altezza da terra, è un'altra pianta: il gigaro (Arum maculatum), comunissimo nei boschi ombrosi di tutta Italia, che porta in autunno una spiga di bacche rosse all'altezza della caviglia, fortemente irritante per bocca e gola, ed è tra le cause più frequenti di intossicazione infantile da piante selvatiche. Non ha stoloni, non ha la foglia trifogliata della fragola, e le sue foglie a forma di freccia non assomigliano a nulla nella fragolina: vanno lette tutte e tre le differenze insieme, non una sola. C'è poi un rischio che non riguarda il riconoscimento: nelle zone alpine e prealpine dove la volpe è portatrice di Echinococcus multilocularis, le uova del parassita possono depositarsi sui frutti bassi, e il lavaggio da solo non le elimina — solo la cottura lo fa con certezza. Per questo la fragolina raccolta nel bosco non va mangiata cruda direttamente dalla pianta, soprattutto lungo i sentieri battuti dalle volpi.

Matura tra maggio e luglio a seconda della quota e dell'esposizione, prima nei prati soleggiati di bassa collina, più tardi nei margini montani in ombra. La bacca matura è rosso scuro e si stacca insieme al calice tirando con le dita, senza forzare gli stoloni: è proprio attraverso gli stoloni che la pianta si propaga, e romperli riduce le piante dell'anno successivo. Il profumo si sente a distanza di qualche passo, ed è spesso l'olfatto a segnalare una stazione prima della vista. I bordi delle strade sono il posto peggiore per raccoglierla: è lì che cresce più volentieri, ma è anche lì che passano cani, auto e tutto ciò che le sta intorno.

Dove si sta raccogliendo adesso

il posto migliore della regione — non la sua media. Le regioni sono ordinate per il numero di oggi.

La frazione accanto alla fase dice su quanti punti di misura, su quanti totali, è stata calcolata la regione. «1/22» significa che lo storico meteo è bastato per un posto su ventidue: il numero descrive quel posto, non l'intera regione.

Oggi non ci sono numeri per questa bacca in nessuna regione. Significa «non calcolata», non «niente bacche»: la maturazione si misura come calore accumulato dal primo gennaio, e un archivio corto lo sottostima.

Mappa

Il campo è costruito su una rete di punti di misura, come un meteorologo disegna la mappa delle piogge da una rete di stazioni: nel punto il valore è calcolato, tra i punti è interpolato. Una cella misura circa 250 km², che è la risoluzione a cui abbiamo il meteo, e più fine non la disegniamo: sarebbe precisione inventata. Nel colore entra solo il «quanto», non la fase: «poca, matura» e «tanta, ancora verde» sulla mappa si somigliano — la fase si legge sulla scheda. Le celle vuote sono dove lo storico di stagione non bastava per il calcolo, non dove la bacca manca.

Tutte le bacche, confrontate per oggi

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