Porcinello grigio in Friuli-Venezia Giulia: la settimana che viene

Leccinum scabrum

La mappa qui sotto è costruita sulla rete di punti di misura. Una griglia da 2,5 km con lo strato per singola specie è calcolata finora per una regione sola.

Oggi

Porcinello grigio
In crescita

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Aggiornato 17 сентября 2026 г., 13:22 МСК

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  4. dom6220 set
  5. lun6321 set
  6. mar6322 set
  7. mer6023 set

I numeri sono presi nel punto di misura più vicino al centro della regione: un calcolo reale in un posto, non una media sull'area.

Mappa

Dove cercare: porcinello grigio

Un campo costruito sulla rete di punti di misura. Il colore qui è quello della specie che guida in ogni punto, non di questa; lo strato per singola specie è calcolato finora per una regione sola.

Sulla specie. Si consuma ben cotto: i Leccinum crudi o appena scottati provocano disturbi gastrointestinali. Si raccolgono esemplari giovani e sodi, perché la carne invecchia in fretta, diventa spugnosa e si carica di larve; il gambo, fibroso, di norma si scarta. Nei boschi italiani questa specie non ha sosia pericolosi: gli altri porcinelli sono tutti commestibili e distinguerli non ha conseguenze pratiche. L'unico scambio con effetti concreti è quello con Tylopilus felleus, che non è tossico ma è intensamente amaro e basta un esemplare a rendere immangiabile l'intera padella: si riconosce dai pori rosati, dal reticolo scuro in rilievo sul gambo e dal sapore, verificabile toccando con la lingua un frammento di carne senza ingerirlo. Il carattere che toglie ogni dubbio è l'ambiente: il porcinello grigio nasce solo sotto betulla.

Porcinello grigio in Friuli-Venezia Giulia: dove cercare

Porcinello grigio — illustrazione botanica

Porcinello grigio: la specie in breve

Come riconoscerlo

Cappello di 5-12 cm, emisferico poi convesso e infine appianato, asciutto e finemente feltrato, un poco vischioso con la pioggia, di colore grigio-bruno, nocciola o bruno scuro, con tonalità variabili anche nella stessa stazione. Imenoforo a tubuli lunghi e facilmente separabili dalla carne, con pori piccoli e biancastri che con l'età diventano grigio-crema e si macchiano di bruno-ocra alla pressione. Gambo slanciato, 7-15 x 1-3 cm, cilindrico e attenuato verso l'alto, biancastro, coperto da squamette fitte disposte in file verticali, prima grigio-brune poi nerastre. Carne bianca e tenera, che al taglio resta pressoché immutata o vira appena al grigio-rosato, senza annerire come in altri Leccinum; odore e sapore dolci, poco pronunciati.

Dove cresce

Vive in simbiosi esclusiva con la betulla, e in Italia segue perciò la distribuzione frammentata di questo albero. Si trova nelle betullete e nei boschi misti con betulla dell'arco alpino e prealpino — Piemonte, Lombardia, Trentino-Alto Adige, Veneto, Friuli-Venezia Giulia — in stazioni relitte dell'Appennino settentrionale, e sotto le betulle piantate in parchi, giardini e rimboschimenti, anche in pianura. La fascia abituale va indicativamente da 400 a 1800 m, su suoli freschi e acidi, spesso ai margini di torbiere, radure e pascoli in abbandono. Fruttifica da giugno a ottobre, con il massimo fra la fine di agosto e settembre. Rispetto ai paesi del Nord Europa è un fungo localizzato: dove la betulla manca, manca anche lui.

Questa è una nota sulla specie, non su ciò che hai nel cesto. Scheda completa con i sosia →

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