Zecche

In Italia contano due specie, e non si somigliano in nulla di utile: stagione diversa, ambiente diverso, malattie diverse.

Zecca dei boschi (Ixodes ricinus)

È la zecca che si prende camminando: boschi di latifoglie, sottobosco umido, erba alta ai bordi dei sentieri, radure. Non salta e non cade dagli alberi — sta sulla vegetazione bassa con le zampe anteriori tese e si aggrappa a chi passa.

La sua stagione ha DUE gobbe, non una: la prima in primavera, con massimo intorno a metà maggio, la seconda più bassa a settembre. L'estate secca la mette in pausa — si asciuga, e nelle giornate torride scende nella lettiera invece di andare a caccia. Per questo una settimana di pioggia a fine agosto la riporta su.

Trasmette la borreliosi di Lyme, presente in tutta l'area alpina e prealpina e in parte dell'Appennino. L'encefalite da zecca esiste in Italia ma è limitata ad alcune zone del Nord-Est; non è un rischio diffuso quanto la borreliosi.

Zecca del cane (Rhipicephalus sanguineus)

Questa non si prende nel bosco: vive intorno alle case. Cortili, canili, cucce, crepe dei muri a secco, ricoveri per animali. È l'unica zecca italiana che prospera con il caldo secco, quando quella dei boschi è ferma: la sua stagione è l'estate piena, da giugno a settembre.

Trasmette la febbre bottonosa del Mediterraneo. Il segno tipico è una piccola crosta scura nel punto della puntura, seguita da febbre e da un'eruzione cutanea. È una malattia che si cura, e si cura tanto meglio quanto prima: se dopo una puntura compare febbre, la cosa da fare è andare dal medico e dirgli della zecca.

Chi ha un cane la incontra molto più spesso di chi va per boschi. Questo non è un consiglio veterinario — è solo il motivo per cui la specie è in questa pagina.

Che cosa dice la nostra previsione, e che cosa no

Diciamo una cosa sola: se la zecca è uscita o no, e secondo la soglia di quale specie l'abbiamo calcolato. Non diamo un numero.

La differenza è voluta. Le soglie sono misurate — temperatura media della settimana, temperatura del suolo, perché da terreno gelato la zecca non esce, per quanto miti siano le giornate. Un numero di attività invece lo sapremmo solo stimare, e accanto a una soglia misurata sembrerebbe altrettanto solido.

Non sappiamo dove ci sono più zecche. Non esiste nel nostro sistema alcuna mappa italiana del rischio, e non ne inventiamo una: la sezione russa mostra elenchi ufficiali di distretti endemici, ma quel documento riguarda la Russia e qui non significa nulla.

Se ne trovi una addosso

Va tolta subito e tutta intera. Il rischio di trasmissione cresce con le ore che la zecca resta attaccata, quindi la fretta qui è giustificata.

  • pinzetta a punte sottili, presa il più vicino possibile alla pelle, sul rostro e non sul corpo;
  • trazione costante e perpendicolare, senza strappi e senza ruotare;
  • niente olio, alcol, fiamma o vaselina: irritano l'animale e possono fargli rigurgitare nella ferita proprio quello che si vuole evitare;
  • disinfettare dopo, e annotarsi la data;
  • tenere d'occhio il punto per alcune settimane. Un alone rosso che si allarga, oppure febbre, dolori articolari o una crosta scura sono motivi per andare dal medico e dirgli della puntura.

Questa pagina non è un testo medico e non sostituisce un medico. Descrive insetti e stagioni; non indica terapie. Se dopo una puntura compaiono febbre, un alone che si allarga o un segno che non guarisce, la cosa da fare è rivolgersi a un medico.